mod-o a “Happy Business to you” per confrontarsi sul retail

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A Happy business to you ci siamo confrontati con alcuni designer che operano in Italia e all’estero sul tema del retail. Con noi c’erano Giancarlo Tintori (Giancarlo Tintori Studio), Aldo Parisotto e Massimo Formenton (Parisotto+Formenton Architetti). La sensazione è che esistano due direzioni diverse tra chi cura l’identità di un brand a prescindere dal contesto e chi anima il design di relazioni e rimandi che hanno a che fare con il territorio e i centri storici.
Per noi è naturale fare un percorso che proponga una dimensione esperienziale dell’atto d’acquisto, ma anche entrare in un rapporto di rispetto per il contesto, oltre che per la marca e il prodotto. Come hanno ben espresso anche Parisotto e Formenton, ci sono due azioni molto diverse nel progettare spazi per brand, che propongono un format – pur contestualizzato nello specifico socioculturale – ovunque nel mondo e progettare spazi per chi vende mutibrand nel nostro paese. Tintori ha messo in luce come il brand che non rispetta il centro storico crei un danno che prima o poi si riversa anche sul punto vendita.

Il commercio soffre terribilmente e cerca nuove soluzioni per rilanciarsi: lo stimolo, per i piccoli che vogliono sfidare le convenzioni, sta in azioni di guerriglia marketing low cost che guardano ad una forte interazione tra on line e off line. La cosa importante è NON RESTARE FERMI!
Per chi vuole restare in Italia, l’unica via di scampo è cercare il dialogo creativo con i propri clienti, tenendo conto che tutto cambia alla velocità della luce….

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  1. Sara

    Ciao Gianni, ho trovato interessante l’incontro, anche e mi sono trovata davanti due studi direi quasi super, ma ho apprezzato molto che tu abbia voluto insistere sul “POP” e sul voler insistere per migliorare il nostro territorio. Perché non proponi all’Amministrazione o all’Ascom di fare un incontro-scontro-lezione su come potrebbe cambiare il mondo del commercio? Sara

    • Ciao Sara, appena postato il mio commento ho letto il tuo. E in effetti pur da un’angolazione diversa, mi son chiesto anch’io dove fossero gli altri attori del ‘mondo del retail’.. Immagino che Gianni colga questi stimoli..
      Saluti, Marco Pasian

  2. Cosa si può dire il un talkshort di un’ora e trenta che affronta il tema del retail in una fiera del contract che guarda all’internazionalizzazione? Si può solo lanciare temi coraggiosamente ‘local’ (G.Barbon) e raccontare esperienze straordinarie (Parisotto e Formenton) e ipotizzare scenari ‘cinesi’ (Tintori). Poi ci sono i problemi, appena sfiorati, quasi tutti italiani, il centro storico (identità), l’urbanistica normata, la crisi economica e le nuove formule di vendita (on e off life). Anche se so che lo spirito di ascolto attivo è quello con cui ci dobbiamo attrezzare.. lamento la mancanza degli altri gli attori di questi processi, i commercianti e sopratutto i clienti, troppo spesso lasciati in compartimenti stagni. Il pubblico qui era forse troppo distratto dal design, quello si, nella sua vetrina, sempre bello e accattivante.

  3. Gianni Barbon

    Sara e Marco occhei! È importante in questo momento continuare il percorso SMART con i commercianti!

  4. Ottimo, articolo davvero interessante, era proprio quello che cercavo! Grazie per lo spunto!

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